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I luoghi di Modigliani tra Livorno e Parigi - Studio di Guglielmo Micheli, Livorno

Studio di Guglielmo Micheli, via Baciocchi/via Gamerra - Livorno


L’atelier di Guglielmo Micheli si trovava al piano terreno della villa Baciocchi. Era un grande stanzone con ampie finestre.

Amedeo Modigliani si iscrisse alla scuola del pittore post-macchiaiolo sul finire del 1898, dopo la terribile febbre che lo tenne a letto per dodici settimane e durante la quale la leggenda narra che ebbe molte allucinazioni pittoriche. Qui incontrò altri artisti livornesi e divenne amico soprattutto di Manlio Martinelli e di Oscar Ghiglia.


Micheli insegnava a disegnare dal vero e l’allegra brigata di giovani artisti si recava spesso nei dintorni di Ardenza e Antignano per ritrarre paesaggi, genere che, come tutti testimoniarono in seguito, Dedo odiava.


Villa Baciocchi fu però anche il luogo di un’altra iniziazione per Modì, quella amorosa. Il giovane pittore si infatuò infatti della servetta di casa Micheli, una ragazzina pallida con gli occhi neri come il carbone. Bruno Miniati ricorda che Dedo “era molto introverso e timido. Arrossiva per nulla, ma parlava molto volentieri di donne. […] Poi però, quando si andava […] dove c’erano i casini, si tirava sempre indietro. Si vergognava.”


La villa, acquistata dal Vescovado nel 1934 e trasformata in un istituto, fu rasa al suolo durante il bombardamento del 28 maggio 1943; oggi, al suo posto, all’interno di un edificio ricostruito, si trova ancora un pensionato religioso.


(c) foto Luca Dal Canto

(c) testi Luca Dal Canto

www.iluoghidimodigliani.com

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